Abbracciare la multidisciplinarità: il caso Short Theatre

Abbracciare la multidisciplinarità: il caso Short Theatre

Short Theatre è il nome del festival romano che a partire dalla sua prima edizione nel 2006 ha portato con grande successo nella Capitale tutte quelle compagnie teatrali che proponevano lavori troppo brevi per essere portati in scena da soli: da qui sono nati talenti importanti che attualmente sono considerati fra i rinnovatori del panorama di questo settore culturale.

Oltre i confini della singola disciplina, da qualche anno Short Theatre si è allargato ad abbracciare e ospitare artisti che non sono puramente attori o drammaturghi, compagnie di recitazione o registi: ciò è permesso dalle residenze che offre ad alcune personalità giovani e molto promettenti, attraverso un fortunato “dopofestival” che include anche concerti e dj set e, molto più semplicemente, nella considerazione che il confine fra le arti nel ventunesimo secolo è ormai fragile e labile. La stessa contaminazione che avvertiamo nella moda, nel mondo dell’advertising, nella musica o nel cinema trova posto anche nel programma della manifestazione, che non a caso sta aumentando la propria visibilità e il proprio successo anche fra chi normalmente non ama andare a teatro. Si può davvero parlare di una scommessa vinta, in questo caso.