La mappa dei più importanti festival italiani

La mappa dei più importanti festival italiani

 

Questo sito è stato pensato per rappresentare una risorsa sempre aggiornata sul mondo dei festival che si svolgono in Italia. Non più solo legati alla bella stagione e all’arrivo dell’estate, ormai sono appuntamenti spalmati sull’intero anno solare, e abbracciano più discipline artistiche: dalla danza al teatro, dalla musica al cinema. E non parliamo solo di Venezia, autentico “mostro” quando si tratta di dare spazio alla cultura di ogni tipo attraverso le sue Biennali.

Il problema è, come spesso succede nel nostro paese, la continuità: molte interessanti manifestazioni si affacciano sulla scena e ricevono l’interesse di pubblico e osservatori professionali, salvo poi scomparire nell’arco di poche stagioni, a volte addirittura dopo una sola edizione. Questo accade, prevedibilmente, anche e soprattutto a causa delle due recessioni una via l’altra che hanno colpito l’Italia. A cascata, la mancanza di programmazione e di lungimiranza delle amministrazioni locali dà il suo contributo alla sensazione di precarietà della scena: esistono ancora personalità che ritengono che la cultura non crei indotto o valore, né materiale né aggiunto.

Il nostro sito sta qui a dimostrare il contrario, con esempi pratici di manifestazioni che sono l’eccellenza del loro campo: creare un evento periodico come un festival può generare un ritorno economico importante, e trasformare una città di provincia in un centro di aggregazione e un polo attrattore per un turismo non più mordi e fuggi.

Già, il turismo. Il vecchio adagio lo vuole centrale all’economia italiana, eppure sono anni che questo è in flessione: “colpa” delle compagnie low cost, che hanno reso possibili piccole fughe lontano da casa anche a chi ha solo un piccolissimo budget a disposizione. Peccato che questi viaggiatori da weekend scelgano sempre le stesse destinazioni: Roma, Firenze, la costiera amalfitana… Ebbene, molti dei luoghi che ospitano alcuni dei festival italiani più importanti sono la dimostrazione che un’altra politica culturale è possibile. E diventano, come dimostrato dal sito ufficiale dello stato italiano, delle destinazioni tutte da scoprire

Con l’aiuto di una sapiente comunicazione, gli organizzatori sono riusciti a far finire sulla mappa luoghi assolutamente secondari ai grandi circuiti, come Sarzana, Barolo, Città di Castello, Faenza o Vasto (su alcune di queste località torneremo più avanti) o luoghi normalmente maltrattati dalla vicinanza con situazioni più attraenti, come per esempio Ferrara o Castelbuono, che da Cenerentole oscurate, rispettivamente da Bologna e Palermo, sono diventate destinazioni fondamentali per decine di migliaia di viaggiatori, italiani e non, che hanno cultura e arte a proiettare in avanti i propri spostamenti.

L’interesse verso queste due situazioni da parte della stampa estera è la ciliegina sulla torta, molto golosa, che dimostra che si può ancora spingere il PIL italiano verso l’alto: basta smettere di pensare di essere al centro di un film di Fellini o di un taccuino di Goethe. E iniziare a pensare che c’è almeno una generazione di viaggiatori culturali da educare, desiderosi di fare un Grand Tour quanto i loro antenati… Ma con un itinerario diverso.